Via Cenobio Basiliano

Il Cenobio Basiliano di San Nicola di Casole era un importante monastero situato nei pressi di Otranto, fondato nel 1098 dal monaco basiliano Girolamo, con il supporto del normanno Boemondo I d’Altavilla. Nonostante queste notizie storiche siano accreditate, altre fonti ne imputano la fondazione a Nicolò de’ Patti, detto “Niceta” sempre col supporto di Boemondo.

L’Abbazia fu eretta a circa un chilometro da Otranto in direzione Sud – Est e divenne centro culturale di grande rilievo per la gioventù studiosa dell’epoca, che aveva vitto e alloggio gratuito. Oltre che centro di Cultura fu anche un ragguardevole luogo di diplomazia , con i suoi “Igumeni” chiamati a mediare e comporre dispute religiose fra le due visioni delle chiese, quella di Roma e quella di Costantinopoli.

 Casole possedeva una ricchissima biblioteca, una delle più grandi d’Europa del periodo Medioevale e conteneva manoscritti in latino, greco e altre lingue.  Grazie all’opera dei suoi “Scriptoria” si arricchiva costantemente di testi classici e religiosi, sia in lingua latina che greca, accrescendo così la propria notorietà.  Alla sua guida si susseguirono uomini illustri per dottrina e attività diplomatica. Citata da studiosi e cultori di ogni nazione in molti loro trattati, fu, purtroppo,distrutta in occasione dell’invasione turca della città di Otranto nel 1480. Fortunatamente circa 600 codici della Biblioteca dell’Abbazia furono risparmiati in quanto erano stati presi in prestito dal Card. Bessarione , conservati nella sua biblioteca privata e donati alla Biblioteca Marciana di Venezia alla sua morte.

Non possiamo riportare  un numero esatto ma si stima che altri manoscritti siano sopravvissuti e siano stati trasferiti in biblioteche come: la Biblioteca Apostolica Vaticana, la Biblioteca Nazionale di Napoli e la Biblioteca Laurenziana di Firenze.

Un codice di particolare rilevanza per comprendere meglio la vita del monastero è Il Typikon Hydruntinum, un antico manoscritto liturgico bizantino, originario di Otranto, che descrive le pratiche liturgiche  della comunità monastica locale. Questo documento offre una preziosa testimonianza delle tradizioni religiose e culturali dell’Italia meridionale durante il periodo bizantino ed è attualmente conservato presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino. La sua presenza in questa istituzione è il risultato di acquisizioni storiche e trasferimenti di manoscritti avvenuti nel corso dei secoli. Esso rappresenta una fonte dal valore inestimabile per gli studiosi interessati alla liturgia bizantina e alla storia del monachesimo nell’Italia meridionale. La sua analisi consente di comprendere meglio le specificità delle pratiche religiose locali e l’influenza della cultura bizantina.

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