Via Giovanni Michele Laggetto

Fu il canonico che si distinse maggiormente per la descrizione minuta e fedele dei fatti del 1480. Le informazioni contenute nella sua cronaca derivavano in gran parte dai racconti del padre, che fu testimone oculare degli eventi e scampò al massacro solo perché all’epoca aveva 16 anni.

Il suo manoscritto è intitolato “Historia della città di Otranto”. Come fu presa “da’ Turchi e martirizzati i suoi fedeli cittadini”, venne scoperto nell’archivio della Chiesa metropolitana il 3 aprile del 1660 e fu pubblicato per la prima volta a Maglie nel 1924.

 Nel suo libro, scritto nel 1537, Laggetto parlò di come, attorno ai corpi dei Martiri abbandonati sul Colle della Minerva, si vedessero “molti luminari accesi” e le stesse luci si scorgevano anche sui tetti della Cattedrale una volta che i corpi furono ivi traslati. Narrò, inoltre, che gli ottomani non ebbero pietà di nessuno e che anche alcuni bambini furono trafitti mortalmente, mentre i canonici che cercarono di difenderli furono tutti trucidati.

Occorre sottolineare che alcune fonti lo indicano come giureconsulto e storico invece che come Canonico. In tutti i modi,  la sua opera rimane ancora oggi una testimonianza fondamentale per comprendere la storia di Otranto e il sacrificio dei suoi abitanti durante l’invasione ottomana.

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